L'autunno secondo gli ellebori

Non serve il bollettino meteo né il parere dell’esperto in TV per capire che l’estate ha chiuso i battenti. Ce lo dicono loro, gli ellebori, con quella discrezione che solo le piante sanno avere. Basta osservarli ogni giorno, come facciamo noi, per cogliere i primi segnali: le gemme si sono fatte più gonfie, alcune hanno già deciso di svegliarsi e mettere fuori le prime foglie.

È un risveglio timido, come il nostro dopo un lungo sonno. Le nuove foglie si affacciano con un verde ancora incerto, un po’ giallino, come se stessero cercando la giusta tonalità per affrontare l’autunno. Non è un segno di debolezza, ma di giovinezza. È normale, non c’è da preoccuparsi.

Alcuni ellebori, si sa, sono impazienti. I più giovani fremono all’idea di affrontare l’inverno, e anche tra gli adulti, c’è sempre quello che si sveglia prima degli altri, che ha fretta di ricominciare.

Quando vedo quelle foglie tenere e verdoline, mi viene da sorridere e da preoccuparmi insieme. Ce la farete a diventare forti prima che arrivi il gelo? Non potevate aspettare ancora un po’?

Ma poi mi ricordo che gli ellebori sono così: testardi, coraggiosi, sorprendenti.

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