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orticolario 2009 orticolario
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ESPOSIZIONE : luminoso o parzialmente ombreggiato
Se avete un posto in giardino che, pur essendo luminoso, non riceve il sole diretto durante i caldi pomeriggi d'estate, quello è il posto ideale per l'elleboro. Infatti queste piante sono adattabili, ma se messe in posti troppo ombreggiati crescono lentamente e fioriscono poco, mentre se esposte troppo al sole e al caldo le foglie possono scottarsi.
In giardino potete posizionarlo sotto un albero deciduo, in modo che dall'autunno alla primavera possa essere illuminata dal sole, mentre in estate potrà rimanere protetto. Potete anche metterlo alla base di un arbusto in modo tale da non ricevere il sole diretto durante le ore più calde. Alcuni lo inseriscono anche sotto piante sempreverdi, ma in questo caso fate attenzione che l'ombra creata non sia eccessiva e che le branche basali dell'albero siano sufficientemente alte da far filtrare almeno un pò di luce. Se invece scegliete una posizione colpita dal sole ricordatevi di fornire acqua in caso di lunghi periodi siccitosi, almeno sino a quando la pianta non si è affrancata ( 6 mesi).
Queste indicazioni sono adatte in particolare per il Nord Italia, ovviamente tanto più il clima in cui vi trovate è caldo e siccitoso tanto più l'elleboro dovrà essere posizionato all'ombra.

TERRENO: ben drenato, ricco di sostanza organica, neutro
Tra tutte le caratteristiche che si devono tenere in considerazione quando si pianta un elleboro sicuramente la più importante è la permeabilità del terreno. Gli ellebori non tollerano il ristagno d'acqua o i terreni troppo secchi. Gli H. x hybridus sviluppano un buon apparato radicale profondo che gli consente una notevole autonomia idrica. Purtroppo ormai molti giardini vengono creati su terreni poco profondi sopra corselli, garage o detriti di cantiere. Questi terreni non hanno una grande riserva d'acqua perchè non sono collegati agli stati più profondi del terreno e di conseguenza tutte le piante che ospitano, compreso gli ellebori, possono entrare in crisi idrica se l'estate decorre troppo siccitosa. Per questo motivo in questi casi vi consiglio di intervenire durante i periodi più secchi con irrigazioni di soccorso. Gli ellebori gradiscono molto un certo apporto di sostanza organica che potete aggiungere nella forma di compost, letame o altro, (l'importante è che sia ben decomposto). Un buon ammendante organico migliora anche la struttura del terreno e di conseguenza anche la permeabilità. Invece per quanto riguarda il pH non ci sono dei pareri concordi. Gli unici dati ottenuti da esperimenti seri dimostrano che queste piante hanno una elevata capacità di adattamento anche se preferiscono valori del pH variabili tra 7 e 6.


MESSA A DIMORA DI UN ELLEBORO
Scegliete bene il punto in cui mettete a dimora la pianta di elleboro perché questa, una volta affrancata, non ama essere spostata. Nel punto scelto scavate una fossa profonda e larga 40 centimetri. Se il terreno vi sembra poco permeabile aggiungete sul fondo del materiale drenante come l'argilla espansa. Aggiungete alla terra tolta dalla buca almeno 1/3 di sostanza organica come compost maturo, torba, terricco ricco di humus, terriccio ottenuto da fogliame ben decomposto, aggiungete anche del concime minerale granulare ricco di fosforo e potassio. Riponete questa miscela nella buca facendola aderire, tramite una leggera compressione, al pane di terra della pianta. Non mettete la pianta ad una profondità maggiore rispetto a quella in cui è coltivata nel vaso.


CURE
Dopo la fioritura si forma una infruttescenza che svolge ancora per molto tempo una funzione ornamentale. Ad alcuni piace, e la mantengono sulla pianta sino al mese di giugno quando, dopo la liberazione dei semi, secca e viene eliminata. In questo caso lo sforzo effettuato per la produzione dei semi andrà a ridurre la quantità di fiori per l'anno successivo. Per questo motivo altri preferiscono nel mese di aprile asportare le infruttescenze prima della formazione dei semi.
Gli ellebori più comuni in giardino (H. niger e H. x hybridus) sono sempreverdi ma a fine inverno le foglie possono risultare danneggiate; appiattite al suolo dalla neve. con i bordi della lamina fogliare secchi, etc. in questo caso le foglie vengono eliminate prima che gli steli fiorali diventino troppo alti da rendere difficile l'operazione.
Nel mese di luglio-agosto, quando la pianta sta formando i fiori per l'anno successivo, si consiglia la distribuzione di compost o altro concime organico. Questa operazione viene eseguita anche a fine dicembre quando la pianta riprende la sua attività di crescita. La concimazione organica può essere integrata con concime chimico a lenta cessione. In qualsiasi periodo dell'anno le foglie malate vengono eliminate.
Fate attenzione ad eventuali attacchi di Afidi (aprile maggio) e di lumache che controllerete con prodotti specifici. Le macchie sulle foglie possono essere controllate con un fungicida sistemico.

Un saluto Claudio.

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